Il valore del corretto trattamento dei fanghi di depurazione

Trattamento-fanghi-depurazione-centrifuga

Il tema è spinoso e la questione annosa. Parliamo del trattamento dei fanghi di depurazione. Pur essendo di dominio pubblico, per interesse culturale-ambientale, resta, tuttavia, quasi sempre argomento da addetti ai lavori. Eppure riguarda tutti: imprenditori e collettività. Con i giusti procedimenti, infatti, si può non solo rispettare la legge, ma anche risparmiare e creare risorse.

Che cosa sono i fanghi di depurazione

Prima di parlare di trattamento dei fanghi di depurazione, bisogna fare un passo indietro. Che cosa sono i fanghi? Si tratta di residui derivanti dai processi di depurazione delle acque reflue. Così li definisce il D.lgs 99/1992. I fanghi di depurazione sono composti da varie sostanze, organiche e inorganiche, che rendono le acque non utilizzabili. 
Il D.lgs 152/2006 stabilisce che i fanghi derivanti dal trattamento delle acque reflue sono sottoposti alla disciplina dei rifiuti. In particolare, sono considerati rifiuti speciali. In base al decreto, i fanghi devono essere riutilizzati ogniqualvolta il loro reimpiego risulti appropriato. È, invece, vietato lo smaltimento nelle acque superficiali dolci e salmastre. Affinché possano essere utilizzati o smaltiti, è necessario effettuare uno speciale trattamento dei fanghi.

LEGGI ANCHE: Giù per il tubo: videoispezioni per prevenire guai nelle condotte

Trattamento dei fanghi di depurazione: perché conviene

Il trattamento dei fanghi di depurazione può essere fatto con diverse modalità. L’obiettivo resta, però, lo stesso: ridurre il volume e migliorarne la qualità in modo da smaltire correttamente i fanghi o riutilizzarli. Per farne cosa? Per produrre energia o per esser essere usati, in modo appropriato, in agricoltura. I principali trattamenti cui sono sottoposti i fanghi di depurazione sono:

• l’ispessimento;
• l’essiccamento termico;
• la disidratazione.

L’ispessimento (o addensamento) va a incrementare il contenuto di solidi nel fango, riducendone il volume. Si tratta, in genere, della prima fase di trattamento dei fanghi, cui segue la disidratazione, chiamata anche centrifugazione.

La centrifuga dei fanghi

Con la centrifuga dei fanghi si separa la parte liquida da quella solida. Si toglie, cioè, l’acqua; ecco perché si parla di disidratazione. È un’operazione assai vantaggiosa: consente, infatti, di diminuire il volume e la quantità del rifiuto. Favorendo, in tal modo, un sensibile abbattimento dei costi di smaltimento. Infatti, il trasporto e lo smaltimento dei fanghi rappresentano una quota cospicua delle spese degli impianti di trattamento. Minore è il volume dei fanghi, minori sono i costi di trasporto e smaltimento. È essenziale pertanto che, nell’ambito del trattamento dei fanghi di depurazione, la centrifuga sia quanto più efficiente ed efficace.

LEGGI ANCHE: Pragmacleaner: innovazione ed efficacia per la pulizia dei circuiti chiusi

Fanghi di depurazione: da scarto a risorsa

Con il corretto trattamento dei fanghi di depurazione, dunque, si può risparmiare. Inoltre, li si può valorizzare, trasformandoli in risorsa per l’ambiente. Servono, tuttavia, una strategia comune e una visione integrata per la loro migliore gestione. 
Il materiale, diciamo, non manca. Dati Ispra-Utilitalia alla mano, in Italia si producono ogni anno 3/4 milioni di tonnellate di fanghi di depurazione. Solo una piccola parte viene effettivamente recuperata: oltre la metà, ancora oggi, finisce in discarica. Resta, quindi, del cammino da compiere per trasformare uno scarto in una preziosa risorsa. Noi, da tempo, diamo il nostro contributo. Supportiamo le aziende nella corretta gestione dei fanghi, aiutandole a raggiungere i risultati sopra descritti. In particolare, grazie all’esperienza sul campo, rispondiamo a ogni esigenza circa il trasporto e lo smaltimento dei fanghi. E, anche in caso di emergenze, l’intervento dei nostri esperti è assicurato.

Contattaci e scopri cosa possiamo fare per la tua azienda
in materia di trattamento dei fanghi di depurazione.