Che cos’è la Legionella: il batterio dell’estate

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È la causa della cosiddetta Malattia del Legionario. La mente va, quasi per istinto, a luoghi lontani. In realtà, la questione riguarda da vicino tutti noi. La Legionella, infatti, fa spesso capolino anche in Italia. Soprattutto d’estate: è la “stagione preferita” di questo batterio piuttosto insidioso. In questo articolo vediamo insieme che cos’è la Legionella e cosa provoca, oltre alle principali azioni di prevenzione e controllo.

Che cos’è la Legionella?

LegionellaPer iniziare, vediamo che cos’è la Legionella. Si tratta di un batterio che è la principale causa di un’infezione polmonare chiamata legionellosi, conosciuta anche come Malattia del Legionario. Della Legionella sono state identificate più di 60 specie diverse, la più diffusa delle quali è la Legionella pneumophila. Si tratta di un batterio sottile, di forma allungata, che si muove grazie a uno o due flagelli (delle specie di code). Il batterio è aerobio: vuol dire che ha bisogno di ossigeno per sopravvivere.
La Legionella è presente negli ambienti acquatici naturali e artificiali: acque sorgive, comprese quelle termali, fiumi, laghi, fanghi, eccetera. Da qui raggiunge gli ambienti artificiali come condotte cittadine e impianti idrici degli edifici, quali serbatoi, tubature, fontane e piscine. Questi possono agire come amplificatori e disseminatori del microrganismo, creando una potenziale situazione di rischio per la salute umana. Tra i casi più recenti di contaminazione, ricorderai quelli di Bresso, nel Milanese, con 50 casi e 5 morti tra il 2014 e il 2018.

Come si trasmette e cosa provoca

La Legionella si trasmette per via respiratoria tramite inalazione, aspirazione o microaspirazione. Sono stati, inoltre, segnalati in letteratura casi di legionellosi acquisita attraverso ferita. È nelle piccole goccioline d’acqua nebulizzata che il batterio si annida e prospera. La pericolosità di queste particelle d’acqua è inversamente proporzionale alla loro dimensione¹. Gocce di diametro inferiore a 5 micron arrivano più facilmente alle basse vie respiratorie. Il periodo di incubazione varia tra i 2 e i 10 giorni (in media 5 o 6) dopo il contagio.Per quanto riguarda i sintomi, la legionellosi si manifesta principalmente con:

• febbre;
• dolori muscolari;
• mal di testa;
• astenia, ovvero una condizione di debolezza generale;
• tosse lieve non produttiva e mal di gola.

L’estate è il periodo clou per la Legionella

Analizzando che cos’è la Legionella, abbiamo sottolineato che questo batterio si trasmette attraverso piccole gocce d’acqua nebulizzata. Tra le condizioni favorevoli per lo sviluppo della Legionella troviamo:

• acqua a una temperatura compresa tra i 25 e i 42°C;
• ristagno in serbatoi e tubi;
incrostazioni di tubi, rubinetti e docce;
• presenza di sedimenti e materiale organico;
• presenza di elementi in traccia (zinco, ferro, manganese).

Perché se ne se sente parlare soprattutto d’estate? Perché l’aumento delle temperature (anche dell’acqua) e una maggiore umidità favoriscono la crescita del batterio e la contaminazione ambientale. Ecco spiegato anche perché la Legionella si trova in grandi strutture con sistemi centralizzati di distribuzione dell’acqua calda. Come pure in impianti industriali dotati di torri di raffreddamento e in acqua di condensazione degli impianti di climatizzazione, che proprio nella stagione estiva vengono maggiormente “sollecitati”.

Il ruolo della prevenzione, l’obbligo del protocollo

Legionella_PragmaCome già emerso parlando, per esempio, di videoispezioni, la prevenzione è essenziale. È il modo migliore per controllare efficacemente il rischio di contaminazione da Legionella. Lo riporta anche il D.Lgs. 81/2008. Il testo evidenzia la necessità di attuare “tutte le misure di sicurezza appropriate per esercitare la più completa attività di prevenzione e protezione”. Nelle Linee guida ministeriali² viene, inoltre, indicato un obbligo per le strutture in cui siano presenti impianti potenzialmente a rischio. Si deve, nel dettaglio, predisporre un protocollo di controllo del rischio legionellosi.

In caso di contaminazione

Le Linee guida del ministero della Salute indicano anche il da farsi in caso di contaminazione riscontrata. In base alla concentrazione di Legionella e alla percentuale di campioni positivi, si procede alla bonifica dell’impianto idrico contaminato nei tempi e modi previsti. Uno step intermedio è rappresentato dall’aumento del dosaggio di biocida, intensificazione delle attività di shock termico e/o chimico.
Prevenzione, controllo, trattamento sono le coordinate della nostra attività in materia, che comprende un pacchetto di servizi completo. Dall’analisi preliminare dell’impianto alla stesura del documento di prevenzione e controllo. Dalla bonifica dei circuiti con prodotti chimici specifici di comprovata efficacia³ ai controlli microbiologici periodici di mantenimento. Passando per analisi batteriologiche su impianti di raffreddamento, circuiti idraulici e aeraulici.
Ricordiamo, infine, che la recente direttiva UE 2020/2184 ha aggiunto la concentrazione di Legionella tra i parametri da determinare per valutare la qualità delle acque potabili. Tale direttiva dovrà essere recepita dall’Italia entro il dicembre del 2022, (quindi entro 18 mesi).

Per maggiori informazioni,
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o un sopralluogo presso la tua azienda.

NOTE

¹ Per saperne di più: Focus legionellosi, Istituto superiore di sanità

² Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi, ministero della Salute

³ I prodotti che utilizziamo sono quelli descritti dalle linee guida nazionali: ipoclorito di sodio, biossido di cloro, acido peracetico, perossido di idrogeno e ioni argento. I biocidi Pragma Chimica sono testati secondo la norma tecnica UNI EN 13623:2010.

Direttiva (UE) 2020/2184 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2020 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano