Come l’intelligenza artificiale e i big data stanno cambiando la sostenibilità nei processi industriali

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Big data, intelligenza artificiale e sostenibilità. Negli ultimi anni, queste tre parole sono diventate il motore dello sviluppo industriale anche nei settori del trattamento delle acque e dei servizi ambientali. Non solo offrono risposte concrete a un quadro normativo in costante evoluzione, ma si configurano anche come veri e propri driver strategici di innovazione e competitività. Infatti, in maniera coordinata, contribuiscono a migliorare l’efficienza dei processi produttivi, la competitività delle aziende e la reputazione dei brand.  Lo sostiene anche la Commissione Europea in un documento dettagliato1 che analizza come l’intelligenza artificiale, se ben regolamentata, possa svolgere un ruolo chiave nel supportare gli obiettivi del Green Deal, aiutando le imprese a ridurre consumi, emissioni e sprechi attraverso un uso più intelligente delle risorse. In questo articolo esploreremo proprio la stretta connessione tra intelligenza artificiale e sostenibilità. 

Dati e algoritmi per l’efficienza industriale

Tutto parte dalla crescente disponibilità di dati provenienti da sensori, impianti e sistemi di controllo che hanno aperto la strada a un nuovo approccio alla gestione dei processi produttivi. Attraverso modelli predittivi e algoritmi, oggi è possibile analizzare grandi volumi di informazioni in tempo reale e trasformarli in decisioni operative più rapide ed efficaci.

Come evidenziato anche dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), l’uso dei dati per la sostenibilità consente alle imprese industriali di migliorare l’efficienza operativa e, allo stesso tempo, di ridurre l’impatto ambientale lungo l’intero ciclo produttivo.2 Questo approccio favorisce una reale sostenibilità nei processi industriali tramite l’AI, in quanto permette di anticipare criticità, ottimizzare l’uso di energia e materie prime e ridurre scarti ed emissioni. 

L’uso delle nuove tecnologie, che hanno già innescato un’importante evoluzione nei processi industriali, offriranno un supporto decisivo alla raccolta e all’analisi dei dati, senza però sostituire completamente l’apporto umano. Le competenze maturate negli anni, il senso di responsabilità e la capacità di progettare soluzioni personalizzate restano, infatti, elementi imprescindibili e insostituibilmente umani.

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Intelligenza artificiale e sostenibilità: applicazioni nel trattamento acque

Nel trattamento delle acque industriali, il connubio tra AI e sostenibilità industriale trova applicazione in numerosi ambiti: dal monitoraggio continuo della qualità dell’acqua alla regolazione automatica dei parametri di processo, fino alla manutenzione predittiva degli impianti. Infatti, i modelli di machine learning aiutano a gestire e interpretare grandi quantità di dati consentendo una visione più approfondita dei processi complessi e delle innumerevoli variabili operative. Ciò permette, ad esempio, di ottimizzare i dosaggi dei reagenti, modellare processi e prevedere il comportamento di fenomeni come l’adsorbimento dei contaminanti, migliorando così l’efficacia dei trattamenti e riducendo i costi operativi. Inoltre, l’integrazione dell’AI con sensori IoT permette di effettuare monitoraggi in tempo reale, rilevando così immediatamente delle variazioni nella qualità dell’acqua. Ciò permette sia di automatizzare alcune funzione che di anticipare problemi, agendo in maniera preventiva.3

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L’impatto ambientale dell’AI: un approccio consapevole all’innovazione

Giunti a questo punto bisogna fare una precisazione: intelligenza artificiale e sostenibilità non sono esattamente dei sinonimi. Infatti, bisogna anche prendere in considerazione l’impatto ambientale dell’AI legato al consumo energetico legato all’elaborazione dei dati e all’utilizzo di infrastrutture digitali come server e data center. È qui che entra in gioco il concetto di green AI, sempre più centrale nel dibattito internazionale. Come sottolineato dall’Unione Europea1, l’intelligenza artificiale può generare benefici ambientali significativi a patto che sia progettata e utilizzata in modo efficiente, con un’attenzione specifica al bilancio complessivo tra costi energetici e vantaggi ambientali ottenuti.
L’adozione dell’intelligenza artificiale non è di per sé sinonimo di sostenibilità. È l’approccio consapevole, integrato dalla conoscenza specifica del settore industriale e da una visione strategica di lungo periodo, a fare la differenza. Nei servizi ambientali e nel trattamento dell’acqua industriale, l’AI diventa uno strumento potente quando è messa al servizio di obiettivi chiari come la riduzione dei consumi, la tutela delle risorse naturali e il miglioramento continuo dei processi.

In questo senso, l’incontro tra intelligenza artificiale, sostenibilità ambientale e competenze tecniche specifiche rappresenta una grande opportunità per costruire modelli industriali più responsabili, efficienti e resilienti. L’uso sinergico di questi elementi permette, infatti, di far convergere i vantaggi che derivano dall’industria sostenibile e dall’intelligenza artificiale, in modo che l’innovazione tecnologica sia orientata verso la tutela delle risorse naturali.

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L’intelligenza artificiale come aiuto e non come sostituto

In ambito ambientale, più di altri settori, qualsiasi decisione comporta delle conseguenze che vanno oltre il singolo dato o parametro. Le scelte operative incidono su ecosistemi, salute delle persone, conformità normativa e reputazione delle aziende coinvolte. È qui che l’intelligenza artificiale mostra il suo limite strutturale: può elaborare informazioni su modelli statistici, ma non valutare il contesto nella sua complessità. La conoscenza del territorio, delle normative locali e delle specificità di ogni impianto resta un patrimonio umano, costruito nel tempo e affinato sul campo. Per Pragma Chimica, l’innovazione non è mai fine a sé stessa. Ogni nuova tecnologia viene valutata in funzione della sua reale utilità, della sicurezza e della sostenibilità a lungo termine. L’intelligenza artificiale entra quindi come strumento di supporto, non come scorciatoia. Rappresenta, infatti, un mezzo per migliorare il lavoro dei tecnici, non per sostituirne il ruolo. È questo equilibrio tra competenza umana e strumenti tecnologici che permette di offrire soluzioni affidabili, personalizzate e davvero sostenibili.

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NOTE 

1 The role of artificial intelligence in the European Green Deal – EU

2 Green technology and innovation – OCSE / OECD.

3Artificial intelligence technologies revolutionizing wastewater treatment: current trends and future prospective – MDPI.