Acqua sicura, impianti sotto controllo, responsabilità chiare: la valutazione del rischio legionella obbligatoria diventa uno dei passaggi chiave per chi gestisce strutture aperte al pubblico, ai lavoratori o a utenti fragili.
Si tratta di una materia in costante evoluzione, per questo il Legislatore è intervenuto con il D.Lgs. 102/2025, entrato in vigore dal 19 luglio 2025, con cui ha aggiornato il quadro normativo definito solo tre anni fa dal D.Lgs. 18/2023, che a sua volta aveva recepito la cosiddetta Direttiva Acqua Potabile, ovvero la Direttiva europea 2020/2184 sulla qualità delle acque destinate al consumo umano che ha introdotto l’obbligo di valutazione e gestione del rischio nei sistemi di distribuzione idrica interni.1 Le nuove disposizioni non rivoluzionano il quadro normativo, ma introducono modifiche e precisazioni che rafforzano ulteriormente l’attenzione alla prevenzione del rischio Legionella. In questo articolo facciamo il punto su questo importante argomento.
Cos’è la legionella e perché prolifera negli impianti idrici
La legionella è un batterio che può colonizzare gli impianti idrici artificiali, soprattutto quando trova condizioni favorevoli come acqua stagnante, temperatura intermedia, incrostazioni e tratti di rete poco utilizzati.
La specie più nota è Legionella pneumophila, associata alla legionellosi, che può manifestarsi come Malattia del Legionario, una forma di polmonite anche grave, oppure come febbre di Pontiac, una sindrome simil-influenzale generalmente più lieve.2 La trasmissione avviene principalmente tramite inalazione di aerosol contaminato, ad esempio da docce, rubinetti, vasche idromassaggio, torri di raffreddamento o impianti di climatizzazione non correttamente gestiti.
Per questo il rischio non riguarda solo la qualità dell’acqua in sé, ma anche il modo in cui l’acqua viene distribuita, riscaldata, accumulata, nebulizzata e utilizzata all’interno degli edifici.
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Come funziona la valutazione del rischio legionella: le fasi operative
La valutazione del rischio legionella serve a individuare i punti critici dell’impianto idrico e a definire le misure di prevenzione, controllo e intervento. Un protocollo contro la Legionella corretto comprende normalmente:
- sopralluogo tecnico e raccolta delle informazioni sull’impianto;
- analisi dello schema della rete idrica interna;
- individuazione dei punti critici, come accumuli, tratti con possibile acqua stagnante, terminali poco utilizzati, docce, serbatoi, ricircoli assenti o non adeguati e temperature favorevoli alla proliferazione batterica;
- campionamento microbiologico per la ricerca di Legionella spp. e, quando previsto, di Legionella pneumophila;
- definizione di un protocollo di controllo del rischio Legionella;
- pianificazione dei monitoraggi periodici;
- eventuali interventi di bonifica, come shock termico, trattamenti chimici con biocidi autorizzati o altri sistemi idonei;
- aggiornamento della documentazione in caso di modifiche impiantistiche, esiti non conformi o variazioni del livello di rischio.
La normativa prevede che i gestori della distribuzione idrica interna effettuino la valutazione e gestione del rischio dei sistemi interni nelle strutture prioritarie, anche ai fini della prevenzione del rischio Legionella. L’attività deve essere basata sulle linee guida di prevenzione della legionellosi del 20153 e prevedere misure preventive, controlli periodici e interventi correttivi proporzionati al livello di rischio.
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Chi è obbligato: strutture, datori di lavoro e responsabili secondo il D.Lgs. 102/2025
L’obbligo di valutazione del rischio Legionella riguarda gli edifici prioritari indicati nell’Allegato VIII del D.Lgs. 102/2025, tra cui:
- RSA,
- strutture ricettive alberghiere,
- campeggi,
- stazioni,
- aeroporti,
- ristorazione pubblica e collettiva,
- mense aziendali e scolastiche,
- caserme,
- istituti di istruzione con strutture sportive,
- palestre,
- centri fitness e benessere,
- piscine.
Per le strutture ricettive, la prevenzione legionella è particolarmente rilevante perché camere, docce, accumuli di acqua calda, boiler e tratti di rete utilizzati in modo discontinuo possono favorire la proliferazione batterica. Il decreto suddivide le strutture in classi di priorità, con adempimenti diversi in base alla tipologia e al livello di rischio. La prevenzione legionella nelle strutture ricettive richiede quindi controlli programmati, procedure documentate e un piano di intervento in caso di positività.
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Il Piano di Sicurezza dell’Acqua e il ruolo del GIDI
Uno degli elementi centrali del quadro normativo è l’identificazione del GIDI, cioè il Gestore idrico della distribuzione interna. Si tratta del soggetto responsabile del sistema idro-potabile interno all’edificio, dal punto di consegna al punto d’uso dell’acqua. La definizione comprende il proprietario, titolare, amministratore, direttore o altro soggetto responsabile, anche delegato o appaltato.
A seconda della classe di priorità, la documentazione può assumere forme diverse:
- Piano di Sicurezza dell’Acqua del sistema idrico di distribuzione interna, per le strutture a priorità più elevata;
- piano di autocontrollo degli impianti idrici interni, per molte strutture sanitarie non in regime di ricovero, strutture ricettive, mense e attività di ristorazione collettiva;
- piano di verifica igienico-sanitaria o monitoraggio dell’acqua destinata al consumo umano, per altre strutture collettive.
Il D.Lgs. 102/2025 non introduce per la prima volta la figura del GIDI, già prevista dal D.Lgs. 18/2023, ma ne rafforza il ruolo operativo all’interno delle strutture prioritarie. Il nuovo Allegato VIII richiede infatti l’identificazione del Gestore idrico della distribuzione interna e lo collega in modo più esplicito alla valutazione e gestione del rischio, alla predisposizione della documentazione richiesta e all’attuazione dei piani di controllo, autocontrollo o monitoraggio dei sistemi idrici interni.
Come Pragma Chimica redige il protocollo di controllo legionella
Pragma Chimica supporta aziende, strutture ricettive, enti, mense, RSA e realtà sanitarie nella gestione completa del rischio legionella. Grazie all’esperienza maturata dal 1999 e all’utilizzo di soluzioni specifiche per il trattamento e la disinfezione degli impianti, Pragma Chimica affianca il GIDI e i responsabili della struttura nell’adeguamento documentale e operativo.
La valutazione del rischio legionella non è un adempimento da gestire una tantum, ma un processo continuo: conoscere l’impianto, monitorarlo, intervenire tempestivamente e mantenere aggiornata la documentazione è il modo più efficace per tutelare utenti, lavoratori e responsabilità della struttura.
Un modo per fare della sicurezza sanitaria non solo un obbligo normativo, ma una scelta concreta di prevenzione, responsabilità e qualità nella gestione degli ambienti collettivi.
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NOTE
1 Il quadro normativo di riferimento: D.Lgs 102/2025, D.Lgs. 18/2023 e Direttiva (UE) 2020/2184.
2 Per approfondire Scheda del Ministero della Salute sulla Legionellosi.
3 Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi

